
C’è un equivoco che resiste in molte aziende: se fatturo di più, allora guadagno di più. In realtà, aumentare i ricavi senza governare marginalità, tempi di incasso e qualità dei clienti può trasformare la crescita in un’arma a doppio taglio. Si vende tanto, ma i soldi non arrivano in cassa, i costi corrono, le banche iniziano a chiedere garanzie… e il recupero crediti diventa una corsa in salita.
Il fatturato misura quante vendite registri; la cassa misura quanti soldi entrano davvero. Nel mezzo ci sono termini di pagamento, ritardi, note di credito, resi, insoluti. Se i clienti pagano tardi, il tuo capitale circolante si allunga ed è così che la crescita “mangia” la cassa.
Puoi chiudere un mese in utile e ritrovarti senza liquidità perché i crediti verso i clienti assorbono risorse. Prima di accettare un ordine, chiediti: «Con questo prezzo, questi costi e questi termini di pagamento, l’operazione genera cassa o la consuma?» Se la consuma, rinegozia gli accordi o seleziona clienti con profilo di rischio e tempi coerenti.
La marginalità è la differenza tra i ricavi e i costi diretti di un prodotto o servizio. In termini gestionali, coincide con il margine di contribuzione. Per calcolarla basta sottrarre i costi variabili diretti dal prezzo di vendita.
Perché conta? Perché il margine di contribuzione copre i costi fissi, alimenta l’autofinanziamento, assorbe gli shock senza ricorrere a debito e genera redditività operativa. Una marginalità sana amplia la leva negoziale su prezzi e termini, migliora il profilo di rischio percepito da banche e fornitori e rende il business più resiliente. Se il margine si assottiglia, il fatturato cresce ma l’utile no: la cassa servirà per acquistare input, erogare servizi e coprire tempi d’incasso più lunghi, e ogni ritardo amplifica l’effetto.
Per tenere la crescita in carreggiata servono tre indicatori che indicano in quanti giorni rientrano i crediti, quando escono i pagamenti e quanta liquidità resta immobilizzata in magazzino. Sono il cruscotto operativo che collega commerciale, acquisti, produzione e amministrazione.
L’operazione matematica DIO + DSO – DPO indica il ciclo di cassa: più è alta, più capitale devi investire per far “girare” l’azienda.
Quando il ciclo si allunga, il recupero crediti diventa urgente: si moltiplicano i solleciti, peggiora il rating bancario e aumentano i costi finanziari. Per evitarlo, stabilisci termini di pagamento coerenti al rischio del cliente, verifica in anticipo l’affidabilità con informazioni commerciali e storico dei pagamenti, definisci un fido interno e, se necessario, valuta un’assicurazione crediti. Inserisci nel contratto clausole trasparenti su interessi di mora in caso di ritardi. Infine, emetti fatture puntuali e impeccabili: meno errori significa meno contestazioni e incassi più veloci.
Guadagnare di più non significa solo aumentare il fatturato: significa ridurre i costi e rendere i ricavi più prevedibili. In pratica, ogni vendita deve lasciare più valore in azienda e trasformarsi in cassa in tempi ragionevoli.
Il primo passo è lavorare sui prezzi legati al valore. Se un lavoro richiede urgenza, maggiore complessità o comporta rischio di credito, il prezzo deve rifletterlo. Puoi differenziare i listini in livelli (standard, priority, premium) o prevedere extra per le richieste last minute.
Per capire dove stai guadagnando davvero, conosci il tuo cost-to-serve: non tutti i clienti “pesano” uguale. Mappa attività come preventivi, rilavorazioni e gestione documentale e, quando serve, introduci fee minime, ordini minimi o spese di gestione.
Anche gli sconti meritano un governo chiaro. Concedili solo in cambio di qualcosa di concreto: pagamento anticipato, volumi programmati, contratti pluriennali o referenze.
Quando il rischio di credito è più alto, adegua prezzo e condizioni: acconto maggiore, pagamento alla consegna, garanzie. Al contrario, premia i clienti puntuali con condizioni migliori: fidelizzi e aumenti la marginalità per cassa.
Infine, proteggi i margini eliminando gli errori. Ogni nota di credito, reso o rilavorazione brucia profitti: standardizza ordini e consegne, verifica i documenti prima della fatturazione e usa check-list operative. Meno errori significa meno costi nascosti e incassi più veloci.
Più ricavi hanno senso solo se generano margini e cassa, senza trascinarti in rincorse infinite di pagamenti. Se riconosci alcuni dei segnali d’allarme, è il momento di mettere a terra politiche di credito chiare.
Se vuoi un confronto sul tuo ciclo di cassa o sulle politiche di credito, contattami: capiremo dove intervenire per far crescere l’azienda senza bruciare liquidità.