
Molte aziende gestiscono ancora il ciclo attivo (cioè il percorso che trasforma una vendita in denaro incassato) con una somma di strumenti scollegati: ERP, ovvero il gestionale aziendale che integra contabilità, vendite, magazzino e produzione, fogli Excel, e-mail e telefonate. Ciò comporta un allungamento dei giorni medi di incasso, promesse di pagamento che si perdono, difficoltà nel gestire la liquidità di cassa, per non parlare del maggior tempo impiegato per la gestione delle attività.
Digitalizzare e automatizzare la gestione finanziaria non significa semplicemente installare un nuovo software, ma portare fatture, pagamenti, solleciti, contestazioni e dati bancari in un unico flusso.
Quando i clienti pagano in ritardo o nascono contestazioni, la cassa si ferma e si perde tempo. Digitalizzare significa portare tutti i documenti e le attività del ciclo attivo (fatture, scadenze, promesse di pagamento, contestazioni, pagamenti) dentro un unico sistema ordinato, dove i dati sono aggiornati, rintracciabili e tracciati nel tempo. E, allo stesso tempo, far sì che quel sistema esegua in autonomia le operazioni ripetitive (inviare promemoria, registrare un incasso, proporre un piano di rientro), mentre tu ne monitori i risultati da un cruscotto, intervenendo solo nei casi davvero critici.
Questi strumenti devono:
Non serve comprare il software più famoso o quello più in voga al momento: conta scegliere strumenti che risolvano problemi concreti e che parlino tra loro. In pratica, serve una combinazione di moduli, ognuno con una funzione chiara, che lavori in sinergia e che sia integrato con l’ERP.
Perché l’automazione funzioni davvero, i vari moduli devono scambiarsi dati in modo continuo. Senza integrazioni ogni pezzo lavora per conto suo: si riscrive due volte la stessa informazione, aumentano gli errori e i solleciti partono alla persona sbagliata. Con le integrazioni, invece, il flusso è unico.
Il punto centrale è avere la stessa anagrafica clienti ovunque (la cosiddetta single source of truth): ragione sociale, partita IVA, indirizzi e-mail/PEC, condizioni di pagamento, IBAN. Se cambi un dato (per esempio la PEC), l’aggiornamento si riflette su tutti i sistemi e non rischi di inviare promemoria a indirizzi errati.
In pratica, il gestionale fa da hub: riceve gli ordini dal CRM/e-commerce, genera la fattura elettronica e ne scambia lo stato con lo SdI; inserisce in fattura un link o QR per il pagamento tramite PSP/gateway; tre giorni prima della scadenza il modulo di AR Automation manda il promemoria; quando il cliente paga, i movimenti arrivano dai conti via Open Banking/CBI (Corporate Banking Interbancario) e la riconciliazione abbina l’incasso alla fattura; se c’è una contestazione, si apre un ticket nel Dispute Management e, se serve, si passa il fascicolo digitale completo al LegalTech. Tutte le PEC e i documenti vengono conservati nel Document Management con valore legale.
La digitalizzazione del ciclo attivo è, in sostanza, un progetto di cassa. Partire dai dati, costruire workflow robusti e scegliere gli strumenti giusti rende il recupero crediti più rapido, rispettoso e misurabile.
Se vuoi, possiamo fare insieme una diagnosi del ciclo del credito e trovare assieme gli strumenti che possono fare al caso tuo.